Chi è Tom Bombadil: teorie e congetture

Chi è Tom Bombadil: teorie e congetture

di Guido Messina

1.Premessa
Il presente saggio è stato preparato sulla base dei testi in lingua originale. Pertanto le citazioni si riferiscono ai testi inglesi, per la cui traduzione si rimanda alle note. In rari casi, specialmente con riferimento a passi tratti dalle lettere, si è preferito operare la citazione dal testo tradotto in Italiano, l'originale inglese rimanendo nelle note.
Per semplificare la lettura si è poi preferito riferirsi ai nomi propri italiani (Baccadoro in luogo di Goldberry, Barbalbero in luogo di Treebeard) ed al titolo italiano delle opere (Il Signore degli Anelli in luogo di The Lord of the Rings).
Con riferimento alle fonti adottate si precisa, inoltre, che i passi tratti da "Il Silmarillion" sono stati utilizzati solo quando possano considerarsi punti fermi dell'opera creativa di Tolkien.

2.Rilievi generali
Personaggio di singolare rilievo all'interno dell'Opera tolkieniana è "Tom Bombadil". Questi compare per la prima volta nel 1934 in un poemetto intitolato "Le avventure di Tom Bombadil" pubblicato dall'Oxford Magazine. TB riappare successivamente nel 1954 all'interno del capitolo VI del libro I de Il Signore degli Anelli. Qui l'Autore ci descrive il personaggio: "he had a blue coat and a long brown beard; his eyes were blue and bright, and his face was red as a ripe apple, but creased into a hundred of wrinkles of laughter"; TB indossava "great yellow boots on his legs" e "an old buttered hat with a tall crown and a long blue feather stuck in the band". TB canta di se stesso: "Old Tom is a merry fellow; bright blue his jacket is, and his boots are yellow"[1]. L'Autore inserirà poi il personaggio in tre poesie contenute all'interno di una raccolta del 1962 dal titolo "Le avventure di Tom Bombadil (e altri versi dal Libro Rosso)". Le poesie nell'edizione italiana portano i seguenti titoli "Le avventure di Tom Bombadil", che dà il titolo all'intera raccolta, "Tom Bombadil fa una gita in barca" e "Il troll di pietra".
L'origine del personaggio deve essere ricercata nella sfera privata dell'Autore. Più in particolare, TB fu ispirato da una bambola olandese del figlio Michael, divenuta protagonista di storie inventate da Tolkien padre.
Dalla corrispondenza fra Tolkien e l'editore, avvenuta nel 1937, apprendiamo che Tolkien aveva inizialmente avanzato l'ipotesi di rendere TB il protagonista di un possibile seguito de Lo Hobbit (=LH). Questa idea non ebbe seguito, tuttavia TB divenne protagonista di un intero capitolo del libro primo de ISDA. Tale libro è quello che maggiormente si avvicina per stile ed impostazione a LH.
Non stupisce, quindi, che TB mantenga una larga componente fiabesca e comica anche all'interno di ISDA. Qui TB si presenta come un soggetto bizzarro ed eccentrico, in parte disinteressato a tutto ciò che non concerna la sua sposa Baccadoro e la Vecchia Foresta: il territorio in cui dimora.
Tuttavia, vari indizi all'interno del libro inducono a ritenere che TB non sia una "macchietta", come ebbe a dire Sam, all'interno del romanzo. Si nota, infatti, come al Consiglio di Elrond il vecchio TB venga tenuto in alta considerazione dai membri del Consiglio, e si rileva ulteriormente come il saggio Gandalf sulla via del ritorno si rechi a parlare con TB. Inoltre, dai lavori preparatori a ISDA contenuti in "The Treason of Isengard", si evince che TB almeno inizialmente era considerato un personaggio al pari degli altri. Alla luce delle sopracitate considerazioni è da intendere la lettera 153 dove Tolkien afferma che TB fu inserito nel libro in quanto gli serviva un'avventura. Avventura esattamente come quella concernente L'Uomo Salice o gli Spettri dei Tumuli.
Quindi, TB non si colloca in un contesto separato dal resto del romanzo e non costituisce un mero "accidente" occorso agli Hobbit, a meno di non voler considerare come meri accidenti tutti gli episodi avvenuti agli Hobbit nel viaggio da Crifosso a Brea.
L'avviso, dato al lettore nella stessa lettera, che non si debba "filosofeggiare" troppo su Tom non può pertanto considerarsi come un elemento vanificante il tentativo di razionalizzazione e di incardinamento di TB nell'ambito del Corpus. Ciò alla luce anche della contestualizzazione di tale affermazione. Quest'ultima si trova, infatti, contenuta in una bozza di lettera di risposta scritta nel 1954 da Tolkien a Peter Hastings. Questi, direttore della "Newman Bookship" (una libreria cattolica di Oxford), entusiasmato dalla lettura di TLOTR, aveva creduto di vedere in TB la figura di Dio. Tolkien respinse una simile asserzione.
Sotto la stessa chiave di lettura deve, peraltro, interpretarsi la frase in cui Tolkien afferma nella lettera 144 che Tom è un "enigma". Si ricorda, infatti, che la pubblicazione de Il Silmarillion (=IS) è postuma e che, pertanto, il lettore de ISDA non aveva tutti gli elementi per collocare lo sfuggente Tom nell'ambito della cosmogonia. Le Appendici, aggiunte alla fine del libro, non sono di certo in grado di dare una panoramica sufficientemente ampia de IS: basti considerare che non è del tutto chiaro il ruolo dei Valar, e che nessuna menzione è fatta dei Maiar [2].
Riassumendo, la partecipazione di Tom all'insieme di alcune delle occasioni che investono quattro dei Nove Viandanti giustifica il motivo e l'esigenza di ricercare la natura ontologica di TB all'interno del cosmo di Tolkien. Si ritiene, infatti, che il dato noto che TB abbia un'origine che potremmo definire "familiare" ed il dato che TB appaia in quella parte del romanzo che è maggiormente legata al fiabesco "Lo Hobbit" non siano da soli sufficienti a negare un'autonomia ontologica al personaggio.

3.Tom come Iluvatar
Si è tentato di identificare Tom con Iluvatar, l'entità suprema del cosmo di Tolkien. La tesi poggia principalmente su alcune espressioni usate per definire Tom all'interno de ISDA. Tom è definito "Master" [3] od anche "Eldest" [4], Baccadoro dice laconicamente che "He is"[5]. Tutte espressioni che parrebbero attribuire a Tom, in un certo qual modo, una sorta di unicità e primato su tutti gli altri esseri.
La tesi, per quanto fascinosa, cede, però, di fronte al ruolo che Iluvatar svolge nell'universo tolkieniano. Come risulta da IS, Iluvatar non è mai entrato in Ea, nel mondo creato, e ne ha affidato la conduzione a quegli Ainur che spontaneamente vi sono discesi. Iluvatar non ha mai interferito con il mondo da lui creato, se non in rare eccezioni. Risulta, quindi, quantomai difficile ritenere che Iluvatar abbia deciso di entrare in Ea per assumere le sembianze di Tom. Lo stesso Tolkien ha poi escluso tale possibilità in alcune lettere, scrivendo che "there is no embodiment of the Creator anywhere in this story or mythology" [lett.181][6] e che "The One does not physically inhabit any part of Ea." [lett.211] [7].
In ogni caso, le espressioni prima citate possono trovare ben più plausibili giustificazioni. Il termine "Master" deve essere ridimensionato alla luce del dato che vede Tom come il "messere" all'interno della terra in cui si è confinato, o come anche precisa Baccadoro stessa: "master of wood, water and hill". All'interno di tali confini egli è propriamente "Master", e non sembra necessario attribuire al termine una pregnanza maggiore. Analogamente il termine "Eldest" attiene unicamente al dato che Tom è, al pari di Barbalbero (=B) anch'esso appellato come "eldest", l'abitante più antico della terra.
Certamente, invece, non si può non notare che l'espressione "He is", se considerata da sola, potrebbe dar adito ad equivoci. Si è detto che tale espressione richiami la definizione tautologica che il Dio biblico fa di sè stesso: "Io sono colui che è". Tolkien stesso, però, respinge fermamente una qualsiasi allusione in tal senso [lett. 153].
Avanzo modestamente un'altra ipotesi. Come dirò più avanti, Tom presenta varie analogie con un altro personaggio del libro: Barbalbero. I punti di contatto non sono solo relativi alla descrizione degli avvenimenti che vedono coinvolti i due personaggi - e che saranno trattati successivamente - ma anche intriseci relativamente alle speculazioni che Tolkien opera per mezzo di essi. Tramite Barbalbero Tolkien manifesta, in modo evidente per chi ne conosca gli studi filologici, alcune concezioni dottrinali cui aveva aderito: mi riferisco al rapporto intercorrente fra il nome e la cosa che porta tale nome, al rapporto tra res e nomen. Scendendo nel particolare, si nota come buona parte delle speculazioni di B. concernano in modo nemmeno tanto velato tale questione. B. è molto curioso di sapere il nomen degli Hobbit e chi gli ha dato tale nomen, restando perplesso quando apprende che il nomen se lo sono attribuiti gli stessi Hobbit. Si aggiunge come Barbalbero dica: "My name is growing all the time, and I've lived a very long, long time, so my name is like a story. Real names tell you the story of the things they belong to […]" [8]. Vi è un chiaro riferimento all'idea che ad ogni nomen corrisponda una res (relazione isomorfica) e che il nomen e la res siano la stessa cosa, sicchè conosciuto il nomen si conoscerà la Storia della res.
Il Capitolo "Barbalbero" è in buona parte incentrato sul significato e sull'intrinseco valore della lingua, sicchè la frase prima citata appare perfettamente incardinata al contesto di cui si è detto. Se questo è vero, e se è vero che Tom e Barbalbero sono equiparabili da più angoli visuali, non mi sembra implausibile che con l'espressione "He is" Tolkien alludesse, in modo più celato, alle stesse questioni che avrebbe solo successivamente e più apertamente esaminato tramite Barbalbero.
"He is" sarebbe, allora, da intendersi nel senso che "Tom è se stesso", nulla più nulla meno del suo nomen e della storia che quest'ultimo porta con sè. Lo stesso Tolkien sembra attribuire tale valore a questa frase in una sua lettera del 1954 dove dice che Baccadoro si sta riferendo semplicemente al "mistero dei nomi". Sotto lo stesso angolo visuale è interpretabile la frase con cui Bombadil risponde agli Hobbit: "Don't you know my name yet? That's the only answer" [9], cioè l'unica cosa che ti dirà chi sono è il mio nome.
E proseguendo, "Tell me, who are you, alone, yourself and nameless? But you are young and I am old. Eldest, that's what I am" [10], frase con cui TB in sostanza afferma semplicemente che essendo lo Hobbit più giovane, allora lui [Tom] è molto vecchio. Tom stesso "giocherella" sulla sua identità non attribuendogli valore, differentemente da come fanno gli invitati al Concilio di Elrond.
Partendo da un assunto simile a quello qui seguito, ma esasperandone la portata, è stato sostenuto anche che TB sia paragonabile ad Adamo della Bibbia, il quale per primo ha dato i "nomi reali" alle cose, e che era anch'egli senza padre.
Se dunque Tom non può essere considerato Iluvatar, nemmeno può essere pensato come una divinità suprema contrapposta a Sauron.
Altro elemento che mal si concilia con l'identificazione di Tom con Dio è dato dalla circostanza che Elrond, in maniera esplicita, asserisca che col passare del tempo anche Tom potrebbe cadere di fronte alla potenza di Sauron: e ciò anche se Sauron non fosse in possesso dell'Anello. Questo dato esclude senza possibilità di dubbio che Tom possa essere Iluvatar, il quale non potrebbe essere mai sconfitto da un "offspring of his thought" [11].

4.Tom come Vala
Altri sostengono che TB sia un Vala, uno degli Ainur discesi in Ea. Punto di riferimento di tale inquadramento è la frase in cui TB, riferendosi a se stesso, dice "he knew the dark under the stars when it was fearless - before the Dark Lord came from Outside." [12]. Se "Dark Lord" si riferisse a Morgoth ne deriverebbe che TB esisteva già quando il mondo non era stato creato e che, pertanto, sarebbe un Vala.
Questo riferimento, tuttavia, non può darsi per certo. Ne ISDA il "Dark Lord" per eccellenza è Sauron: si veda ad esempio TLOTR p.423 "First, tell me whom you serve - said Aragorn - Are you friend or foe of Sauron, the Dark Lord of Mordor" [13]. Ne ISDA, poi, non è mai fatta esplicita menzione - ma solo un'allusione - di Morgoth. E' logico ritenere che se Tolkien nel passo in oggetto avesse voluto riferirsi a Morgoth lo avrebbe fatto espressamente. Se ne deduce chiaramente che, all'interno di ISDA, "Dark Lord" è solo Sauron.
Non solo, ma una conferma di ciò è, a mio avviso, riscontrabile nei lavori preparatori a ISDA, così come riportati in "The Return of the shadow". Ivi Tolkien realizzò una vera e propria scheda riassuntiva delle peculiarità che TB avrebbe dovuto possedere. In essa si legge, fra l'altro, che "Tom is an 'aborigine' - he knew the land before men, before hobbits, before barrow-wights, yes before the necromancer - before the elves came to this quarter of the world" [14].
Si nota come l'appunto riportato sia stato usato da Tolkien come traccia per la risposta con cui TB descriverà se stesso. Ed è altresì noto che "necromancer" è, all'interno di ISDA, l'appellativo proprio di Sauron, e non di Morgoth.
Ne TH pag. 278 è detto: "It appeared that Gandalf had been to a great council of the white wizards, master of lore and magic: and that they had at last driven the Necromancer from his dark hold in the south of Mirkwood" [15]. Il testo si riferisce, ovviamente, al Bianco Consiglio ed il Negromante sarà poi individuato in Sauron. Infatti, ne TLOTR pag. 244 Gandalf racconta: "I myself dared to pass the doors of the Necromancer in Dol Guldur […] he was none other than Sauron, our Enemy of old […]"[16].
Nei Racconti Perduti pag. 67 Christopher Tolkien riferisce il termine "necromancer" a Sauron.
Si vede quindi come quando Tolkien ne ISDA scrisse "Dark Lord" intendeva riferirsi a "Sauron the Necromancer", e non al Vala Morgoth.
Al fine di supportare "l'ipotesi Vala", è stato anche posto in evidenza come il continuo cantare di Tom durante ogni sua attività lo accosterebbe ai Valar i quali, appunto, modellarono il mondo tramite i temi musicali proposti ed orchestrati da Iluvatar.
In ogni caso, l'argomento che impedisce di poter annoverare TB fra i Valar deriva direttamente dal Valaquenta. In esso Tolkien ci riporta i nomi di tutti i Valar e fra essi mai è fatta menzione di Tom Bombadil. Se si volesse considerare Tom come un Vala occorrerebbe quindi necessariamente sostenere che egli sia uno dei Valar noti giunto sulla Terra di Mezzo in incognito o comunque in modo non riconoscibile.
E' stato operato un originale accostamento di TB e Baccadoro rispettivamente ad Aule e Yavanna. Tuttavia, mi sembra che per quanto suggestiva possa essere la corrispondenza fra Baccadoro e Yavanna, non sembri altrettanto stringente quella fra Aule e TB. Un limite a tale correlazione è stato trovato, inoltre, nel fatto che sembrerebbe curioso che Tolkien non abbia accennato ad alcun rapporto tra TB/Aule ed i Nani, che sono stati da Aule fortemente voluti e creati.

5.Tom come spirito
E' stata autorevolmente sostenuta l'ipotesi che Tom sarebbe un "lusus naturae", uno spirito della Natura. Si è addotto a supporto sia la apparente estraneità di TB alle vicende della Terra di Mezzo sia l'affermazione espressa durante il Concilio di Elrond per cui "power to defy our Enemy is not in him [TB], unless such power is in the earth itself" [17]. In fondo Tolkien stesso nella lettera 19 scrive che TB è "the spirit of the (vanishing) Oxford and Berkshire countryside" [18].
Questo inquadramento, invero, è condivisibile se ricollegato alla funzione ed al ruolo di TB all'interno del romanzo. Nulla impedisce - ed anzi si conviene sul punto - che TB rappresenti lo spirito di Oxford e del Berkshire, o l'amore per la pura conoscenza sganciato da ogni volontà di dominio sulle cose.
Diversamente, bisogna respingere quella linea di pensiero che da questo dato fa discendere l'esistenza di una figura ontologica autonoma, che sarebbe appunto lo Spirito della Natura, o più genericamente uno Spirito.
Simile impostazione prende le basi da alcuni passi del corpus. Nel Valaquenta con riferimento ai Valar è detto che "...in majesty they are peers, surpassing beyond compare all others, whether of the Valar and the Maiar, or of any other order that Ilúvatar has sent into Eä" [19].
L'espressione "any other order" sembrerebbe ammettere l'esistenza di esseri diversi dai Valar e Maiar e che potrebbero essere "...brownies, fays, pixies, leprawns, and what else are they not called, for their number is very great... they were born before the world and are older than its oldest, and are not of it, but laugh at it much..." [20].
Questa ipotesi deve essere negata proprio perché confonde il dato rappresentativo del personaggio con quello ontologico. I "folletti" cui viene fatto riferimento risalgono, infatti, alle originarie concezioni di Tolkien che furono abbandonate. La materia è inoltre alquanto magmatica ed incerta: basti pensare che a quello stadio elaborativo le "fate" non sarebbero altro che Elfi rimpiccioliti, ultimo residuo dell'aspetto "magico" del mondo dopo l'avvento dell'era degli Uomini. In ISDA è, invece, chiaro che gli Elfi semplicemente abbandonano la TdM per recarsi all'Ovest.


6.Tom come il lettore
Suggestiva è poi l'ipotesi che TB altro non sia se non il lettore stesso. La teoria si basa fra l'altro sulla nota passione di Tolkien per gli enigmi, (si pensi agli indovinelli di Gollum e Bilbo, ma anche alla porta dei nani della montagna ne lo Hobbit ed a quella di Moria ne ISDA), e sull'idea che la frase con cui TB descrive se stesso sia proprio un enigma da risolvere. TB dice: "Who are you, alone, yourself and nameless?". Si dice che posto che Frodo non è "alone" perchè affiancato dagli altri Hobbit, e non è "nameless", necessariamente deve essere "yourself" ovvero "te stesso", cioè il lettore.
Invero, si riconosce che la frase in oggetto suona alquanto strana. I termini "alone" e "nameless", a prima vista, sembrano estranei al contesto. Un significato coerente può comunque attribuirsi lo stesso. Frodo è "nameless" nel senso che gira sotto falso nome, "Mr. Underhill", e quindi senza - il suo vero - nome. "Alone" probabilmente è riferito a Frodo inteso come membro del gruppo degli Hobbit e che tutti rappresenta: il viaggio riguarda Frodo, l'Anello è di Frodo, gli altri Hobbit seguono Frodo.
Siano o non siano queste le accezioni con cui vanno intese tali parole, rimane il dato che tale tesi non risulta supportata da elementi ulteriori.
Non convince, in particolare, l'ipotesi avanzata che il capitolo su TB svolga una funzione di "nido" per il lettore. Si è detto che TB svolgerebbe un momento di intermediazione fra il "fiabesco" LH ed il più adulto ISDA. TB fa intravedere agli Hobbit scorci delle imprese e dei regni che furono, facendo percepire loro la vastità del mondo che si estende oltre la loro semplice Contea. Tramite TB il lettore sarebbe avvertito del cambiamento del tipo di narrazione che sta avvenendo. TB sarebbe un momento di passaggio, il cancello da varcare, per entrare nel mondo "adulto" narrato.
Se in generale si può convenire sul fatto che TB possa essere analizzato tramite questa chiave di lettura, non mi sembra, invece, che la citata "funzione intermediatrice" possa assurgere a caratteristica specifica e tipica di TB. Si rileva primariamente come nell'ottica suggerita sono inquadrabili anche il capitolo "L'ombra del Passato" ed "Il Concilio di Elrond". Non si vede, pertanto, perchè si dovrebbe attribuire questa particolare funzione iniziatica - e protettiva del lettore - unicamente a TB, e non anche a Gandalf o ad Elrond.
Secondariamente si ritiene che la funzione di TB vada ridimensionata. Il ruolo di TB non sembra essere quello di "preparatore" dell'avventura che in generale gli Hobbit si accingono ad affrontare. E' più corretto sostenere semmai che Tolkien si avvale di TB come mezzo, uno tra i tanti adottati, per attuare quella tecnica letteraria che suole disseminare all'interno del libro indizi anticipatori per lo svolgimento successivo delle vicende. TB, pertanto, non ha avuto attribuito, in special modo rispetto ad altri personaggi od eventi, il compito di "gettare le premesse" o di avvisare gli Hobbit od il lettore stesso.
Un esempio può essere la vicenda di Gandalf. Ne "L'Ombra del Passato" Gandalf ci rende edotti dell'esistenza di Saruman; ne "La casa di Tom Bombadil" Gandalf si manifesta a Frodo in sogno facendogli scorgere il pinnacolo di Orthanc. Infine, ne "Il Concilio di Elrond" Gandalf spiega esattamente cosa è avvenuto e nello stesso capitolo si "gettano" le premesse per altri avvenimenti futuri.

7.Tom come Maia
Posto che TB non può essere Iluvatar, né un Vala, né uno Spirito l'ipotesi maggiormente accreditabile - e che si sostiene - è che TB sia un Maia.
Un primo elemento a favore di tale tesi deriva dal processo di esclusione finora seguito, processo che sembra non escludere i Maiar.
Altro elemento deriva dal dato che dei Maiar non esiste una elencazione precisa. Nel "Valaquenta" è detto che "Their number is not known to the Elves, and few have names in any of the tongues of the Children of Iluvatar" [21].
Ulteriore argomentazione è rintracciabile nel dato che durante la via del ritorno alla Contea, dopo la caduta di Sauron, Gandalf dice che si recherà da Tom per una chiacchierata. Più in particolare Gandalf dice: "I am going to have a long talk with Bombadil , such as a talk as I have not had in all my time. He is a moss-gatherer, and I have been a stone doomed to rolling. But my rolling days are ending, and now we shall have much to say to one another" [22]. Il passo implica senza dubbio una correlazione fra Gandalf e TB, la quale li rende accostabili ed in un certo qual modo simili. La seconda parte della frase richiama, fra l'altro, un passo rintracciabile nella H.o.M.E., più precisamente in "The Treason of Isengard" dove Gandalf riferendosi a Tom afferma: "I'm a rolling stone and he is a gatherer of moss. Both have a work to do, but they do not help one another often" [23]. Il termine "help" sembra rafforzare l'idea di poter posizionare i due soggetti sullo stesso piano.
Inoltre, si mette in luce che durante il Concilio di Elrond, quest'ultimo in maniera esplicita asserisce che col passare del tempo anche Tom potrebbe cadere di fronte alla potenza di Sauron, anche se quest'ultimo non fosse in possesso dell'Anello. Tale dato conforta l'idea che Tom sia un Maia, ed esclude senza possibilità di dubbio, come già detto, che Tom possa essere Iluvatar od uno dei Valar. Iluvatar non potrebbe essere mai sconfitto da un "offspring of his thought", ed i Valar sono potenze superiori ai Maiar.
Contro "l'ipotesi Maia" vengono solitamente riportati i seguenti argomenti.
In primo luogo si è obbiettato che TB non assomigli a nessuno dei Maiar conosciuti. L'osservazione è debole perché i Maiar sono numerosi e di pochi di essi ci sono rese note le vicende. Anzi al contrario può rilevarsi come esistano Maiar alquanto dissimili: Istari, Balrog, Aquile, Ungoliant, Melian sono molto differenti fra loro. Anzi, volendo, La Cintura di Melian può in un certo qual modo rievocare i confini del territorio di cui TB è Master.
Una seconda obiezione è stata sollevata con riferimento al potere di invisibilità dell'Anello. Si è detto che l'appartenenza di Tom ai Maiar non giustificherebbe il fatto che egli non diventi invisibile quando infila l'anello al dito.
L'argomento non pare decisivo. Si evidenzia, infatti, come la caratteristica dell'Anello di dare l'invisibilità a chi lo porta è solo una, e nemmeno la più importante, caratteristica dell'Anello. Nessuno può escludere che Maiar conclamati, come Gandalf, Saruman o Sauron, non sarebbero diventati invisibili una volta infilato l'anello al dito. Anzi, dal racconto sulla guerra fra L'Ultima Alleanza e Sauron apprendiamo che Isildur inflisse il colpo decisivo a Sauron, tagliandogli il dito che portava l'Anello. Sauron era, quindi, visibile. Se pertanto Sauron, un Maia, non scompariva una volta infilato l'Anello è lecito supporre che la stessa cosa possa valere per altri Maiar. Poichè nè Gandalf nè Saruman, nè alcuno degli altri Istari hanno mai infilato l'Anello al dito, non vi sono elementi per asserire che essi sarebbero diventati invisibili. Se questo è vero, non deve stupire, ed anzi è un indizio implicito sulla sua natura, il dato che Tom non scompaia.
Semplificando, si pone l'attenzione sul dato che dalle fonti non risulta che i Maiar siano soggetti al potere della invisibilità dell'Anello, mentre tale potere ha di sicuro effetto invece per Uomini ed Hobbit, come testimoniato dalle fonti, ed un possibile effetto di invisibilità su Elfi e Nani, che mai lo hanno infilato al dito.
Un terzo argomento che tenderebbe a rendere inconciliabile l'equiparazione di Tom ad un Maia, è stato individuato nel dato che Tom, oltre a non divenire invisibile, sembra quasi sminuire il valore e l'importanza dell'Anello quasi che esso non abbia alcun effetto su di lui. Tom, alieno da ogni forma di potere, non può essere posto sotto il giogo di nessuno. Si è arrivati a sostenere che l'Anello non ha su di lui alcun influsso in quanto per tale personaggio il Male che esso rappresenta altro non è se non un'illusione.
Saruman, Gandalf e Sauron non sono, invece, indifferenti al potere dell'Anello. Il primo ed il terzo ambiscono di impossessarsene, il secondo è conscio che non bisogna farsi tentare dai poteri dell'Anello. Gandalf dice a Frodo: "Do not tempt me! For I do not wish to become like the Dark Lord himself. Yet the way of the Ring to my heart is by pity, pity for weakness and the desire of strength to do good" [24].
Anche questo argomento non è decisivo se i considera che i Maiar citati e TB si trovano in posizioni non assimilabili. Sauron ha forgiato l'Anello convogliandovi gran parte dei suoi poteri ed in tal modo è ad esso legato in modo duraturo. Saruman e Gandalf sono due Istari mandati dalle potenze dei Valar proprio per contrastare Sauron e, pertanto, si muovono ed agiscono anche in relazione alla sorte dell'Anello. TB, diversamente, è nella TdM già da prima di Sauron e , quindi, già prima della forgiatura dell'Anello aveva delimitato e circoscritto il proprio potere all'interno di quel ben precisato, ristretto, territorio di cui aveva scelto di essere il "Master". L'Anello non può, pertanto, avere alcun influsso su di lui.


8.Tom come veicolo necessario
Invero, può ritenersi, come sembra testimoniare la lettera 153, che Tom sia un personaggio che servì a Tolkien per veicolare un messaggio da lui molto sentito, e che altrimenti sarebbe rimasto inespresso nel romanzo. Tolkien, al momento della revisione, non si è sentito di sacrificare Tom per almeno due ragioni.
La prima è una esigenza puramente letteraria. E', infatti, legittimo supporre che all'eliminazione di Tom sarebbe dovuto seguire un parziale stravolgimento della trama. Si mette in luce come la vicenda di Tom occupi ben un capitolo e come il personaggio svolga la funzione di "deus ex machina" in ben due occasioni di altri capitoli: l'incontro con L'Uomo Salice e quello con gli Spettri dei Tumuli; l'eliminazione del personaggio avrebbe comportato, quindi, una modifica dei due episodi sopracitati o la loro eliminazione. Quest'ultima soluzione sarebbe stata la meno praticabile perchè l'Autore avrebbe dovuto ricreare e risviluppare tutta una intera parte del romanzo, quella relativa al viaggio da Crifosso a Brea, che, anche per esigenze di omogeneità fra i libri, si sarebbe dovuta presumibilmente scrivere "ex novo". In alternativa, l'Autore avrebbe potuto optare per la mera modifica dei due episodi e per una sostituzione del personaggio con un'altro dai poteri minori.
Si osserva come entrambe le soluzioni avrebbero comportato un nuovo sforzo creativo dell'Autore e, ovviamente, un ritardo nella consegna del manoscritto all'editore.
L'altra ragione, cui già si è accennato, è "sentimentale". Il personaggio è caro all'Autore e particolarmente "sentito" in quanto espressione di certi concetti. Probabilmente Tolkien aveva constatato che Tom fosse il personaggio che meglio estrinsecava alcuni suoi pensieri e lo assunse a quello che si potrebbe definire un "veicolo necessario" di questi.
Come noto, un'indicazione di ciò che Tom rappresenta per Tolkien ci è fornita nella raccolta delle sue lettere. Come dice lo stesso Tolkien nella lettera 19 Tom rappresenta "the spirit of the (vanishing) Oxford and Berkshire countryside".
Tom, come è detto nella lettera 153, è espressione di colui che "desidera conoscere le altre cose, la loro storia e la loro natura, perché sono 'diverse' e totalmente indipendenti dalla mente che indaga, uno spirito che convive con una mente razionale, e che non si preoccupa affatto di 'fare' qualcosa con la conoscenza"[25]. TB, quindi, rappresenta la pura scienza che ricerca e studia per il piacere di scoprire ed apprendere il "nuovo", senza che la conoscenza acquisita si traduca in un intervento manipolativo della realtà circostante.
Ciò spiega perché TB liberi gli Hobbit dall'Uomo Salice, ma non danneggi quest'ultimo. Ciò spiega perché TB sia "master of wood, water and hill" nei confini da lui posti e perché non intervenga al di fuori di essi: TB ha scelto il suo campo d'indagine, il suo campo operativo, all'interno del quale ha piena conoscenza delle cose. Ciò spiega, inoltre, perché TB non possa alterare l'Anello od annientarne il potere sugli altri, come detto nel Concilio di Elrond. L'Anello attiene a questioni che si trovano al di fuori della Vecchia Foresta, su di esso pertanto Tom non può esercitare alcun potere.
Quanto sopra è esplicitato ancor meglio da Tolkien nella lettera 144 dove, prendendo a spunto TB, egli dice che "se, come se si facesse un voto di povertà, si rinuncia al controllo, e si accettano le cose per quello che sono senza riferirle a se stessi, guardando, osservando e sapendo fino a un certo punto, allora la questione dei lati positivi o negativi del potere e del controllo può diventare del tutto priva di significato, e i mezzi usati dal potere senza valore" [26]. TB, pertanto, ha rinunciato al controllo, al dominio, sulle cose. Egli, in fondo, costituisce la terza via prospettata ma non seguita nel Concilio di Elrond con riferimento alla sorte dell'Anello: usare l'Anello (Boromir), distruggerlo (Elrond), non usarlo o nasconderlo (TB).
A ben vedere, Tom non è l'unico "veicolo necessario". Da questo particolare punto di vista è lecito operare un parallelismo fra Tom e Barbalbero. Gli elementi in comune si possono ravvisare, fra gli altri, nei seguenti:
entrambi si pongono come soggetti fantastici agli occhi degli hobbit. Se pure è vero che Barbalbero è un personaggio che nasce fin dall'inizio all'interno del "corpus mitico", esso agli occhi degli hobbit appare bizzarro tanto quanto Tom. Gli hobbit rivolgono ad entrambi la domanda "Who are you?", proprio perchè i due esseri appaiono distanti dai loro canoni;
entrambi sono vecchi ed eruditi sulle cose dei tempi remoti;
entrambi ospitano gli hobbit: sia Tom che Barbalbero danno rifugio agli hobbit nelle rispettive case e, nei capitoli loro dedicati, costituiscono quasi un momento di pausa della narrazione in cui, per un tempo maggiore nel caso di Tom e minore nel caso di Barbalbero, si perde il contatto con le vicende esterne;
entrambi sono incontrati in un bosco, elemento che serve a creare una sorta di separazione psicologica fra le vicende esterne ed il microcosmo della singola vicenda vissuta dagli hobbit;
entrambi, seppur in maniera diversa, operano in un ambito ristretto della Terra di Mezzo. Se pure è vero che gli Ent giocheranno un ruolo fondamentale nella battaglia contro Saruman, è anche vero che quando gli Hobbit incontrano Barbalbero questi è unicamente concentrato a difendere Fangorn, la sua foresta. Solo una lunga riunione degli Ent farà sì che essi si sveglino dal torpore che per troppo tempo li ha caratterizzati.
I parallelismi non sono pochi, ed a parere di chi scrive si giustificano alla luce della considerazione che anche Barbalbero è "veicolo necessario" di qualcosa che Tolkien ha voluto comunicare al lettore: l'amore ed il rispetto per la natura, ed in particolare per gli alberi, la perplessità per l'eccessiva meccanizzazione, ma anche un momento di riflessione sull'importanza ed il ruolo dei "nomi".
Le considerazioni di cui sopra non devono però portare a ritenere che un personaggio come Tom debba essere collocato "fuori dalla Storia" od addirittura che sia "l'Autore stesso".
La seconda opzione risulta vanificata da almeno due dati. In primo luogo sappiamo che Tolkien stesso si pone rispetto a ISDA come il "traduttore" del libro Rosso, e non come lo scrittore. Il mantenimento della "fictio" impone che il traduttore non possa avere un proprio spazio nel libro che traduce.
Inoltre è noto che se anche si volesse operare un salto logico, ritenendo che il traduttore trovi un proprio spazio nel libro tradotto, il personaggio in cui Tolkien avrebbe rappresentato se stesso sarebbe stato probabilmente Faramir, personaggio in cui Tolkien individua una certa parte di se stesso [lett. 180] [27]; oppure Beren innamorato di Luthien. Quest'ultima è, infatti, personaggio dedicato alla moglie, nonché rappresentazione della stessa [lett.332] [28].
Non sembra vi siano quindi elementi che possano suffragare l'ipotesi che Tom sia Tolkien.
L'opinione di chi, diversamente, colloca TB al di fuori della Storia sembrerebbe non collimare con alcuni elementi.
Richiamandoci all'operato parallelismo fra Barbalbero e Tom, si è già evidenziato come entrambi possano configurarsi come veicoli necessari dei pensieri dell'autore. Eppure Barbalbero, nonostante l'iniziale indifferenza, interferisce con la vicenda ed è parte integrante della storia. Pur svolgendo la funzione di veicolo necessario, Barbalbero è a tutti gli effetti un personaggio del libro. In quest'ottica, non esiste alcuna ragione per collocare Barbalbero e Tom su due piani diversi.
Si evidenzia, inoltre, come Tom non appaia solo nel momento dell'incontro con gli Hobbit. Elrond lo richiama asserendo che forse si sarebbe dovuto invitare anche lui al Consiglio, dimostrando che non è implausibile un'interferenza fra Tom e la vicenda esterna. Gandalf, dopo la distruzione dell'Anello, dice che avrebbe fatto una chiacchierata con Tom, dimostrando ancora una volta che Tom è in grado di interferire con la Storia. Tom viene avvisato dell'arrivo degli Hobbit da Gildor e dimostra di conoscere il vecchio Maggot, e quindi di avere relazioni con altri personaggi che stanno al di fuori della sua terra. Questi sono elementi tutti che parrebbero in contrasto con l'interpretazione in oggetto.

9.Mancanza di presa di posizione
E' stato detto che Tom si pone in una posizione di terzietà rispetto alla dicotomia bene/male bianco/nero che caratterizzerebbe ISDA. L'idea generale che il "corpus tolkieniano" sia caratterizzato da questo netto contrasto per cui un personaggio o è volto al bene od è volto al male è asserzione consolidata, anche se chi scrive non la condivide. Non è qui la sede per porre in dubbio tale tesi, tuttavia alcune veloci considerazioni sono d'obbligo. Si evidenzia, infatti, che ne IS l'asserzione di cui sopra risulta del tutto implausibile solo che si tengano conto le faide fra gli Elfi, normalmente considerati personaggi volti al bene, ed in particolare lo spessore morale di alcuni personaggi come Feanor, Maedhros, Maeglin.
Nell'ambito de ISDA poi risulta oltremodo difficile inquadrare come totalmente dediti al bene od al male personaggi come Gollum, Boromir, Denethor, Saruman, ed altri.
Se quindi tale dicotomia non sussiste, non occorre cercare di inquadrare necessariamente Tom in uno dei due poli opposti.
Inoltre, già la stessa asserzione che Tom non prenda posizione è opinabile. Tom aiuta gli Hobbit a liberarsi dall'Uomo Salice e dagli Spettri dei Tumuli, sappiamo che Tom aspettava l'arrivo degli Hobbit, avvisato da Gildor, sappiamo che se tutte le genti della Terra di Mezzo glielo avessero chiesto egli avrebbe tenuto l'Anello e che comunque sarebbe stato un antagonista al dominio di Sauron. Tom, pertanto, aiuta concretamente gli Hobbit pur non entrando in diretta competizione con Sauron. Un personaggio senza dubbio "schierato", e niente affatto neutrale.

10.Sorte di Tom Bombadil
Una circostanza di solito trascurata negli studi su TB concerne la sua sorte durante le ere successive alla Quarta. Quest'ultima segna l'avvento degli Uomini e l'abbandono della Terra di Mezzo da parte degli Elfi. Il mondo inizia a perdere sensibilmente quell'aspetto "magico" che prima possedeva. Gli ultimi Elfi e con loro Gandalf oltrepassano il mare, Saruman è morto, gli Ent assumeranno sempre più una forma vegetativa, l'ultimo Balrog è stato sconfitto, Orchi e Troll sono destinati a scomparire. Anche TB non sfugge ad un simile destino. Egli, con Baccadoro, ridurrà sempre più l'estensione dei confini del territorio di cui è "master", ed infine abbandonerà la Terra di Mezzo. Lo Spirito della campagna di Oxford e del Berkshire nel nostro mondo non può trovare un proprio spazio dove dimorare.


11.note
Fra parentesi quadre sono segnalate le omissioni presenti nelle traduzioni "ufficiali".

1) "he had a blue coat and a long brown beard; his eyes were blue and bright, and his face was red as a ripe apple, but creased into a hundred of wrinkles of laughter". TLOTR p.117
"aveva [un cappotto blu e] una lunga barba castana e gli occhi azzurri e luminosi brillavano in un viso rosso come un pomodoro maturo, ma increspato da centinaia di rughe ridenti". ISDA p.166

"great yellow boots on his legs" ... "old buttered hat with a tall crown and a long blue feather stuck in the band". TLOTR p.117
"stivaloni [gialli] infilati nelle grosse gambe"..."un vecchio cappello malconcio con un alto cocuzzolo e una larga piuma blu infilata nella fascia". ISDA p.166

"Old Tom is a merry fellow; bright blue his jacket is, and his boots are yellow". TLOTR p.122
"Vecchio Tom Bombadil è un tipo allegro; Ha gli stivali gialli e la giacca blu cielo". ISDA p.171

2) E' questo, peraltro, un elemento a favore della "ipotesi Maia" che sarà esplicata in seguito. Non essendo stata fatta alcuna menzione di questa ultima entità ne LH e ISDA sarebbe stato assurdo per il lettore tentare di risolvere l'indovinello costituito dalla natura ontologica di TB. In seguito, pubblicato IS, come era nei propositi di Tolkien , l'enigma si sarebbe potuto risolvere da sè.

3) "Master". TLOTR p.122
"Messere" ISDA p.171

4) "Eldest". TLOTR p.129
"il più anziano". ISDA p.180, letteralmente "vecchissimo".

5) "He is". TLOTR p.122
"E' luiegli èEgli esiste." ISDA p.171. Il tipo di traduzione cambia in relazione all'interpretrazione che si vuole dare alla frase.

6) "there is no embodiment of the Creator anywhere in this story or mythology".
"in nessun posto della storia o della mitologia si verifica l'incarnazione del Creatore". Lett.181

7) "The One does not physically inhabit any part of Ea"
"L'Uno non risiede fisicamente in alcuna parte di Ea". Lett.211

8) "My name is growing all the time, and I've lived a very long, long time, so my name is like a story. Real names tell you the story of the things they belong to […]" TLOTR p.454
"Il mio nome cresce costantemente, e io ho vissuto molto, molto a lungo perciò il mio nome è come una storia. I nomi propri [i veri nomi] narrano le vicende delle cose a cui appartengono […]". ISDA p.569.

9) "Dont' you know my name yet? That's the only answer". TLOTR p.129
"Non conosci ancora il mio nome? Questa è l'unica risposta". ISDA p. 180

10) "Tell me, who are you, alone, yourself and nameless? But you are young and I am old. Eldest, that's what I am". TLOTR p.129
"Dimmi: chi sei, solitario, essere senza nome? Ma tu sei giovane ed io (molto) vecchio. Il più anziano ecco chi sono". ISDA p. 180

11) "Offspring of his thought". TS p.15
"prole (progenie) del suo pensiero". IS p.11

12) "He knew the dark under the stars when it was fearless - before the Dark Lord came from Outside". TLOTR p. 129
"egli conobbe l'oscurità sotto le stelle quand'era innocua e senza paura, prima che da Fuori giungesse l'Oscuro Signore". ISDA p.180

13) "First tell me whom you serve - said Aragorn - Are you friend or foe of Sauron, the Dark Lord of Mordor?" TLOTR p.423
"Dimmi prima chi servi - rispose Aragorn - Sei tu nemico o amico di Sauron, l'Oscuro Signore di Mordor?"

14) "Tom is an 'aborigine' - he knew the land before men, before hobbits, before barrow-wights, yes before the necromancer - before the elves came to this quarter of the world". RoS p.117
"Tom è un "aborigine" - egli conobbe la terra prima degli uomini, degli Hobbit, degli Spettri dei Tumuli, ed anche prima del negromante - prima che gli elfi giungessero in questa parte del mondo".

15) "It appeared that Gandalf had been to a great council of the white wizards, master of lore and magic: and that they had at last driven the Necromancer from his dark hold in the south of Mirkwood" TH p.278
"A quanto pareva Gandalf si era recato a un grande consiglio di stregoni bianchi, maestri di dottrina e magia: ed essi erano finalmente riusciti a snidare il Negromante dalla sua oscura tana a sud di Bosco Atro" LH p.334

16) "…I myself dared to pass the doors of the Necromancer in Dol Guldur […] he was none other than Sauron, our Enemy of old […]" TLOTR p.244
"… osai varcare le porte del Negromante di Dol Guldur… egli non era altri che Sauron, il nostro antico Nemico" ISDA p.317

17) "Power to defy our Enemy is not in him , unless such power is in the earth itself." TLOTR p.259
"Non è in lui il potere capace di sfidare il Nemico, a meno che un tale potere non si trovi nella terra stessa" ISDA p.335

18) "the spirit of the (vanishing) Oxford and Berkshire countryside".
"lo spirito della terra (che va scomparendo) di Oxford e del Berkshire". lett. 19

19) "...in majesty they are peers, surpassing beyond compare all others, whether of the Valar and the Maiar, or of any other order that Ilúvatar has sent into Eä". TS p.29
"…per maestà sono pari, superiori al confronto con chiunque altro, sia dei Valar che dei Maiar, e ad ogni altra specie inviata da Ilúvatar in Eä". IS p.29

20) "brownies, fays, pixies, leprawns, and what else are they not called, for their number is very great... they were born before the world and are older than its oldest, and are not of it, but laugh at it much..."
"folletti, fatine, spiritelli, e come altrimenti vengono chiamati, perché il loro numero è molto grande... nacquero prima del mondo: più vecchi di quanto vi si trova di più antico, non fanno parte di esso, anzi ne ridono..." RR p.74

21) "Their number is not known to the Elves, and few have names in any of the tongues of the Children of Iluvatar". TS p.30
"Il loro numero è ignoto agli Elfi, e pochi tra loro hanno nomi in questa o quella delle lingue dei Figli di Iluvatar". Is pag.29

22) "I am going to have a long talk with Bombadil , such a talk as I have not had in all my time. He is a moss-gatherer, and I have been a stone doomed to rolling. But my rolling days are ending, and now we shall have much to say to one another". TLOTR p.974
"Sto andando a conversare con Bombadil, una bella chiacchierata come non l'abbiamo fatta mai. Egli è un raccoglitore di muschio, e io sono stato una pietra destinata a rotolare. Ma il rotolare sta per finire, ed ora avremo molte cose da dirci". ISDA 1186

23) "I'm a rolling stone and he is a gatherer of moss. Both have a work to do, but they do not help one another often" ToI 111
"Io sono una pietra rotolante e lui un raccoglitore di muschio. Entrambi hanno un lavoro da svolgere, ma raramente si aiutano l'un l'altro".

24) "Do not tempt me! For I do not wish to become like the Dark Lord himself. Yet the way of the Ring to my heart is by pity, pity for weakness and the desire of strenght to do good". TLOTR pag. 60
"Non mi tentare, non desidero eguagliare l'Oscuro Signore. Se il mio cuore lo desidera è solo per pietà, pietà per i deboli e bisogno di forza per compiere il bene" ISDA pag.97

25) "… desires knowledge of other things, their history and nature because that are 'other' and wolly indipendent of the enquiring mind, a spirit coeval with the rational mind, and entirely unconcerned with 'doing' anything with knowledge." Lett. 153

26) "but if you have, as il were taken 'a vow of poverty', renounced control, and take your delight in things for themselves without reference to yourself, watching, do serving, and to some extent knowing, then the question of the rights and wrongs of power and control might become utterly meaningless to you, and means of power quite valueless." Lett. 144

27) "For when Faramir speaks of his private vision of the Great Wave, he speaks for me. That vision and dream has been ever with me - and has been inherited (as I only discovered recently) by one of my children."
"Perché quando Faramir parla della sua visione della Grande Onda, parla per me. Quella visione e quel sogno mi hanno sempre accompagnato - e sono stati ereditati (come ho scoperto di recente) da uno dei miei figli" Lett. 180

28) "… I met the Luthien Tinuviel for my owm personal 'romance' with her long dark hair, fair face and starry eyes and beautifull voice. And in 1934 she was still with me, and her beatifull children. But now she has gone before Beren, leaving him indeed one-handed, but he has no power to move the inexorable Mandos…"
"… ho incontrato la Luthien Tinuviel del mio romanzo con i suoi lunghi capelli scuri, il bel viso e gli occhi come le stelle e la sua bellissima voce. E nel 1934 era ancora accanto a me, e i suoi meravigliosi bambini. Ma ora se n'è andata prima di Beren, lasciandolo monco, ma lui non ha il potere di commuovere l'inesorabile Mandos…" Lett.332.

12.Bibliografia Principale
Libri
The Hobbit di JRRT.
The Lord of the Rings di JRRT.
The Adventures of Tom Bombadil di JRRT.
The History of Middle-Earth a cura di Christopher Tolkien voll.: VI Return of the Shadow; VII The Treason of Isengard; VIII The War of the Ring;
Tolkien a Biografy di Humphrey Carpenter.
The Road to Middle-earth di Tom Shippey.
Letters of JRRT a cura di Humphrey Carpenter.

Sul Web (in ordine alfabetico)

Becherini Andrea e Bencistà Giacomo "Uscire dalla storia per fare la storia: Tom e Tolkien" in Ouroboros n.3 anno 2002 :
http://immaginario.net/ouroboros/rivista/numero_3/articoli/tom_tolkien.htm

Beier Barb "Bombadil discovered":
http://tolkien.cro.net/else/bbeier.html

Blake Bolinger "On Tom Bombadil":
www.crosswinds.net/ontbomb.htm

Bromwell School "The true story of Tom Bombadil" :
http://bromwell.dpsk12.org/stories/storyReader$179

Comastri Gianluca "L'emigma Iarwain":
http://www.eldalie.com/saggi/TomBombadil/bombadil_2.htm

Enciclopedia di Arda (voce Tom Bombadil):
http://www.glyphweb.com/arda/t/tombombadil.html

Hargrove Gene "Who is Tom Bombadil?" :
http://www.cas.unt.edu/~hargrove/bombadil.html

Jensen Steuard,"What is Tom Bombadil?" :
http://tolkien.slimy.com/essays/Bombadil.html#Sources

Kalcauldron "Bombadil" :
http://www.magickalcauldron.com/EnergiesofMiddle-Earth/bombadil.htm

Loose W.D.B. "The Tolkien Faq" :
http://tolkien.slimy.com/tfaq/EnemyMisc.html#Bombadil
or "Who o What was Tom Bombadil?" :
http://tolkien.cro.net/else/tombom.html
Trad. it. su www.eldalie.it di Truono Giuseppe :
http://www.eldalie.it/saggi/faq/faq7_1.html

Manni Franco "Tom Bombadil" :
http://www.granburrone.com

Martinez Michael "Count, count, weight, divide" :
http://www.suite101.com/article.cfm/tolkien/76065

Martinez Michael "If only I had a Bombadil" :
http://www.suite101.com/article.cfm/tolkien/52486

Messina Marco "Appunti di bombadilogia applicata" :
http://www.middangeard.org/bombadilogia.htm

Tracy Erik "Why didn't the One Ring have any Control Over Tom Bombadil?"
http://tolkien.cro.net/ring/tombom.html

Valenza Fabrizio"Signor Sottocolle, uno di noi" in Ouroboros n.3 anno 2002 :
http://immaginario.net/ouroboros/rivista/numero_3/articoli/signor_sottocolle.htm

(voce Tom Bombadil)
www.ilsignoredeglianelli.org/alfabeto/t.asp

Copyright © 10/11/2002 Guido Messina.
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